Ormai si è ripresa economicamente, quindi non c'è più bisogno delle frontiere libere di spostamento tra gli stati membri dell'Unione Europea. Possiamo richiudere le frontiere.
La disonestà della Germania che in tutto quello che fa non si è mai uguagliata.
Che senso ha adesso mandare via gli extracomunitari che non hanno lavoro italiani compresi.
L'ho sempre detto che l'Europa unita è nata per fortificare e rendere quel potere alla Germania, che da qualche anno prima che ci si univa tra stati aveva perso, praticamente era una nazione fallita quasi.
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martedì 8 aprile 2014
giovedì 27 marzo 2014
I frati ritrattano: La Bundesbank apre le porte a un bliz di QE
DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph
L'ultimo baluardo sta cadendo. Anche la venerabile Bundesbank sta arretrando come i gamberi verso un quantitative easing.
Sembra che l’inflazione in calo in Germania abbia finalmente tolto dalle sue certezze ideologiche il sacerdozio monetario.
Oppure, per dirla in altro modo, il Pfennig si è accorto che l’Eurolandia è a un passo dalla trappola deflazionistica, un risultato che potrebbe determinare il caos a causa delle dinamiche debitorie dell'Europa meridionale, rendendo impraticabile l'euro e, in ultima analisi, infliggere danni enormi alla Germania.
Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, non era proprio giulivo per il QE nel commento rilasciato a Market News questa mattina, questo va detto, ma il fatto segna un netto cambiamento politico.
Telegraph
L'ultimo baluardo sta cadendo. Anche la venerabile Bundesbank sta arretrando come i gamberi verso un quantitative easing.
Sembra che l’inflazione in calo in Germania abbia finalmente tolto dalle sue certezze ideologiche il sacerdozio monetario.
Oppure, per dirla in altro modo, il Pfennig si è accorto che l’Eurolandia è a un passo dalla trappola deflazionistica, un risultato che potrebbe determinare il caos a causa delle dinamiche debitorie dell'Europa meridionale, rendendo impraticabile l'euro e, in ultima analisi, infliggere danni enormi alla Germania.
Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, non era proprio giulivo per il QE nel commento rilasciato a Market News questa mattina, questo va detto, ma il fatto segna un netto cambiamento politico.
lunedì 24 marzo 2014
ARDEATINE, COLLE: LOTTA PER LA LIBERTÀ
Al Sig. Presidente della Repubblica Italiana, ricordandogli quanto segue:
Egregio Presidente, in base alla commemorazione delle fosse Ardeatine, sapendo come sono andate le cose, le faccio presente che il suo discorso in merito, è giustissimo. Peccato però, che anche lei in collaborazione dei politicanti italiani al potere senza elezioni (di cui lei ne è responsabile), state massacrando per l'ennesima volta il popolo italiano, complice ancora di questi medesimi fatti la Germania, dove solo lei (Germania), ne trae beneficio.
Ci siamo resi conto (noi italiani) che a traslocare non sono solo le nostre imprese, ma ha già di fatto traslocato anche la nostra politica, verso una Germania assassina (in senso di austerità), dove si fa grande alle spalle degli stati membri dell'Unione Europea.
lunedì 3 marzo 2014
LA GRANDE EUROPA CHE SI VANTA DI ESSE LA MIGLIORE
mercoledì 19 febbraio 2014
GERMANIA: TUTTI I PAESI DEL SUD, "COMPRESA ITALIA" FUORI DALLA MONETA UNICA
Strepitoso sondaggio sulle Europee in
Germania. Alternative für Deutschland, il partito anti-sistema fondato
dall'economista Bernd Lucke e che chiede l'uscita dei paesi dell'Europa
del Sud dalla moneta unica, raddoppia i voti e balza all'8%.
La Germania sull'Europa. Probabilmente è vero che la
Germania è il paese che più di ogni altro ha beneficiato della moneta
unica, ma l'ultimo sondaggio sulle elezioni europee di fine maggio
realizzato nella locomotiva d'Europa dall'istituto Insa segnala una
clamorosa avanzata del partito anti-euro Alternative für Deutschland.
AfD viene raccoglie l'8% dei consensi rispetto al 4,7 ottenuto alle
ultime elezioni politiche. In calo i cristiano-democratici
della Cancelliera Angela Merkel, sotto il 40%. Stabili i
socialdemocratici, ulteriore crollo dei liberali e buona affermazione
dei post-comunisti della Linke (10%), anch'essi fortemente critici nei
confronti dell'euro.
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