DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph
L'ultimo baluardo sta cadendo. Anche la venerabile Bundesbank sta arretrando come i gamberi verso un quantitative easing.
Sembra che l’inflazione in calo in Germania abbia finalmente tolto dalle sue certezze ideologiche il sacerdozio monetario.
Oppure, per dirla in altro modo, il Pfennig si è accorto che
l’Eurolandia è a un passo dalla trappola deflazionistica, un risultato
che potrebbe determinare il caos a causa delle dinamiche debitorie
dell'Europa meridionale, rendendo impraticabile l'euro e, in ultima
analisi, infliggere danni enormi alla Germania.
Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, non era proprio giulivo per il
QE nel commento rilasciato a Market News questa mattina, questo va
detto, ma il fatto segna un netto cambiamento politico.
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giovedì 27 marzo 2014
mercoledì 19 febbraio 2014
GERMANIA: TUTTI I PAESI DEL SUD, "COMPRESA ITALIA" FUORI DALLA MONETA UNICA
Strepitoso sondaggio sulle Europee in
Germania. Alternative für Deutschland, il partito anti-sistema fondato
dall'economista Bernd Lucke e che chiede l'uscita dei paesi dell'Europa
del Sud dalla moneta unica, raddoppia i voti e balza all'8%.
La Germania sull'Europa. Probabilmente è vero che la
Germania è il paese che più di ogni altro ha beneficiato della moneta
unica, ma l'ultimo sondaggio sulle elezioni europee di fine maggio
realizzato nella locomotiva d'Europa dall'istituto Insa segnala una
clamorosa avanzata del partito anti-euro Alternative für Deutschland.
AfD viene raccoglie l'8% dei consensi rispetto al 4,7 ottenuto alle
ultime elezioni politiche. In calo i cristiano-democratici
della Cancelliera Angela Merkel, sotto il 40%. Stabili i
socialdemocratici, ulteriore crollo dei liberali e buona affermazione
dei post-comunisti della Linke (10%), anch'essi fortemente critici nei
confronti dell'euro.
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