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giovedì 27 marzo 2014

I frati ritrattano: La Bundesbank apre le porte a un bliz di QE

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD
Telegraph

L'ultimo baluardo sta cadendo. Anche la venerabile Bundesbank sta arretrando come i gamberi verso un quantitative easing.

Sembra che l’inflazione in calo in Germania abbia finalmente tolto dalle sue certezze ideologiche il sacerdozio monetario.

Oppure, per dirla in altro modo, il Pfennig si è accorto che l’Eurolandia è a un passo dalla trappola deflazionistica, un risultato che potrebbe determinare il caos a causa delle dinamiche debitorie dell'Europa meridionale, rendendo impraticabile l'euro e, in ultima analisi, infliggere danni enormi alla Germania.

Il capo della Bundesbank, Jens Weidmann, non era proprio giulivo per il QE nel commento rilasciato a Market News questa mattina, questo va detto, ma il fatto segna un netto cambiamento politico.

venerdì 21 marzo 2014

GRECIA, SULL'ACCORDO CON LA TROIKA CAOS NEL PAESE E PARLAMENTO DIVISO

Le trattative tra il governo greco e i rappresentanti della Troika (Fmi, Ue e Bce) sull'attuazione delle misure necessarie per il risanamento dell'economia si sono concluse e la Troika e' ripartita dalla Grecia ma i problemi per il governo di Atene restano. A pochi giorni dal dibattito parlamentare sul disegno di legge sui risultati dei negoziati e con gli scioperi di tutto il settore pubblico, infatti, nessuno puo' essere certo che esso sara' approvato per intero dalla maggioranza viste le reazioni di alcuni deputati dei due i partiti della coalizione governativa. 

lunedì 17 marzo 2014

LA BCE DETTA L'AGENDA DELL'AUSTERITÀ: Nuove manovre entro 2016

I paesi membri non abbassino la guardia sul risanamento dei conti: per centrare gli obiettivi del Patto di Stabilità servirebbero nuove manovre nel 2015-16. Sono le parole forti e chiare lanciate dagli analisti della Bce in un articolo pubblicato sull'ultimo Bollettino mensile dell'istituto. «È necessario ma è anche probabile che entro il 2016 la maggior parte dei governi adotti ulteriori interventi di risanamento», si legge nel testo. «Serve infatti ulteriore impegno nel riequilibrio dei conti per ripristinare finanze pubbliche solide nell'area dell'euro. In assenza di tale riequilibrio - si legge nel testo - vi è il rischio di ricadute negative sui titoli di Stato. Inoltre, le ulteriori possibili conseguenze avverse sul clima di fiducia potrebbero ostacolare la ripresa dell'economia». Gli analisi si basano su ipotesi che includono tutti i provvedimenti già approvati dai parlamenti nazionali, o che sono stati definiti in sufficiente dettaglio dai governi e probabilmente supereranno l'iter legislativo. «Per la maggior parte dei paesi le misure considerate nello scenario di base delle proiezioni - si sottolinea - non bastano a realizzare il risanamento richiesto nel quadro del meccanismo correttivo e di quello preventivo del Patto di stabilità e crescita».